Vorrei condividere con voi questa testimonianza di CharlieCacca:
"Cara Silvana,
ti scrivo perché mi è tornato in mente un episodio sulla cacca che devi assolutamente conoscere (e perdonami se come sempre risulterò un po' prolisso, ma proprio non riesco a farne a meno).
Tanti anni fa abitavo in una casetta con altre due persone, un omone tedesco che non c'era mai e un drogato che c'era sempre perché siccome che era un drogato lavorava poco (e tieni presente che anche io stavo sempre a casa con il drogato). A noi tre bisognava aggiungere pure una signorina molto ammodo alla quale avevamo affittato la cucina per due ore al giorno, perché siccome che lei veniva da fuori e lavorava in un negozio, non sapeva che fare durante la pausa pranzo e veniva da noi.
Questa signorina lavorava per l'appunto come commessa in una prestigiosa oreficeria, quindi era sempre precisina e perfettina, vestita in modo impeccabile e di educazione ineccepibile. Stranamente, forse per qualche suo bizzarro e perverso senso dell'orrido, non schifava quei due esseri perennemente riversi sul divano con espressione assente (nella fattispecie io e il drogato), anzi quasi li aveva presi in simpatia, per così dire, ma non è questo il punto. Insomma un bel giorno o una bella settimana c'era il cesso per qualche strana ragione otturato, ma siccome che il tedesco era via e solitamente le faccende casalinghe più sofisticate erano appannaggio suo, io e il drogato pensammo bene di restare in attesa del suo ritorno, che con tutta probabilità sarebbe avvenuto nel mese in corso. L'inquilina femmina però sembrava essere di altro avviso, e quando ci disse, in modo molto garbato, "il cesso è otturato", forse non le parve di scorgere nelle nostre espressioni la determinazione necessaria a risolvere il problema. Lei con grande buona volontà si adoperò quindi per venire a capo della questione, tra l'approvazione mia e del drogato. Quando infine scoprì l'inghippo, venne subito a dircelo, sperando forse di stimolare un nostro repentino intervento. Si trattava del deodorante della tazza, che non so come si chiami, che era caduto dentro il buco e otturava tutto. Io e il compare, dopo aver detto rispettivamente "uh" e "oh", ci complimentammo per la tenacia da lei dimostrata, ma fummo subito concordi nel rimandare a data da destinarsi la definitiva risoluzione del problema. Lei invece non ne volle sapere, era proprio indemoniata, e subito escogitò uno stratagemma per estrarre il corpo estraneo dallo scarico del cesso. Modificò ingegnosamente una stampella di quelle degli armadi a mo' di "mezzo marinaio", e con esso riuscì ad agganciare quasi subito il caccoso deodorante. A quel punto ci chiamò, aveva bisogno d'aiuto, e ci rendemmo subito conto che non potevamo più sottrarci ai nostri obblighi. Arrivammo in due con un sacchetto dell'immondizia, destinato per l'occasione allo stoccaggio del maleodorante rifiuto. Il drogato teneva aperto il sacchetto e la signorina doveva farci cadere dentro il deodorante, mentre io con estrema sapienza dirigevo i lavori. A quel punto però accadde qualcosa di incredibile. proprio nell'istante in cui il deodorante stava finendo nel sacchetto, un fremito colse la signorina, che ebbe una specie di sussulto. Il deodorante pieno di cacca colpì quindi il bordo del sacchetto, si sganciò dal mezzo marinaio, per esibirsi infine in una bellissima piroletta a mezz'aria, che però nella rotazione causò lo sganciamento di alcuni frammenti di merda che ironia della sorte andarono a colpire proprio la camicetta della signorina, che di lì a un quarto d'ora sarebbe dovuta uscire per tornare al lavoro in oreficeria. Inutile dire che lei andò nel panico più totale, cominciò a fare "pi-pi-pi" "ti-ti-ti" "zing zing zeng sdling sdleng" più mille altri rumori di ingranaggi che si rompono e molle che saltano. Io e il drogato però, vergognosamente, dovemmo all'istante rifugiarci nella cameretta di quest'ultimo dove, chiusa la porta con sedici giri di chiave, fummo colti da tre giorni ininterrotti di riso irrefrenabile e lui quasi ci morì.
Ecco Silvana, questo è l'episodio che ti volevo raccontare. Sappi che comunque la signorina, dopo essersi ripresa dallo scioc, riuscì in un battibaleno a lavare la camicetta, e andò al lavoro senza grossi problemi, quindi si può proprio dire che vissero felici e contenti.
Tuo
Ciarli"