Primo Gennaio 2008, ore 00:45, seduto sulla tazza a cacare, sciolta.
Da allora non ho ancora fatto una cacata solida.
Oggi e' il 7 e alle 4:30 ero nuovamente seduto sul cesso. Insomma, se non sara' un anno di merda questo, ditemelo voi!
Gran Merda
oggi chattando con un mio amico ho scoperto che lui ha conservato gelosamente nel suo pc lo stralcio di una chat che abbiamo fatto insieme.. Secondo me lui mi ama segretamente, ecco quello che ci siamo detti quella volta:
[14.47.25] Brigget scrive : è vero
[14.47.40] Brigget scrive : ieri sera ho sganciato un fecaloma da 2kg
[14.47.46] amico scrive : :D
[14.47.49] amico scrive : :D :D :D
[14.47.52] Brigget scrive : ha fatto lo tsunami
[14.48.02] amico scrive : ma 2 kg è metà del tuo peso
[14.48.18] Brigget scrive : nfatti, si era accumulato per tutto il giorno
[14.48.26] Brigget scrive : non avevo fatto cacca a casa
[14.48.35] amico scrive : :D
[14.48.44] amico scrive : minchia sto piangendo
[14.48.54] Brigget scrive : Praticamente con l'onda che ha fatto mi sono fatta il bidet
[14.49.00] amico scrive : :D
[14.49.02] amico scrive : :D
[14.49.21] Brigget scrive : Poi ho dovuto denuclearizzare la stanza
Vi racconto anche questa, raccontatami dalla mia anziana amica Cianalù.
Cianalù lavora in opsedale con gli zoccoli del dottor scholls e la divisa bianca da ospedaliera, per l'appunto. Purtroppo, soffre anche di meterosimo e merda sbilanciata: o troppo molle, o troppo dura. Un bel giorno, come d'abitudine, si chiude nella toilette per sganciare il consueto malloppone tignoso del dopo-pranzo (ma anche prima, a volte). Si noti che è molto soddisfatta della toilette al lavoro: essendo negli spogliatoi, è piuttosto isolata dal resto del mondo. Quando è lì dentro da la stura a qualsiasi cosa e nessuno la sente. Un bel giorno, dicevo, come nel famoso film "Amici miei", la merda sparisce. Si volta e la merda non c'è da nessuna parte. Eppure è sicurissima di averla depositata. Mentre si gira col culo per aria, sente un plop plop molto sospetto. I pallini di cacca, staccatisi dal culo in quel preciso istante, rotolano giù, nelle mutande, per rimbalzare sui pantaloni bianchi da ospedaliera. Cianalù, tra il riso e il pianto, veloce come una faina, apre la porta del cesso, allunga il braccio, apre l'armadietto e recupera un paio di pantaloni puliti, benedicendo la vicinanza del suo armadietto al cesso.


Vorrei condividere con voi questa testimonianza di CharlieCacca:
"Cara Silvana,
ti scrivo perché mi è tornato in mente un episodio sulla cacca che devi assolutamente conoscere (e perdonami se come sempre risulterò un po' prolisso, ma proprio non riesco a farne a meno).
Tanti anni fa abitavo in una casetta con altre due persone, un omone tedesco che non c'era mai e un drogato che c'era sempre perché siccome che era un drogato lavorava poco (e tieni presente che anche io stavo sempre a casa con il drogato). A noi tre bisognava aggiungere pure una signorina molto ammodo alla quale avevamo affittato la cucina per due ore al giorno, perché siccome che lei veniva da fuori e lavorava in un negozio, non sapeva che fare durante la pausa pranzo e veniva da noi.
Questa signorina lavorava per l'appunto come commessa in una prestigiosa oreficeria, quindi era sempre precisina e perfettina, vestita in modo impeccabile e di educazione ineccepibile. Stranamente, forse per qualche suo bizzarro e perverso senso dell'orrido, non schifava quei due esseri perennemente riversi sul divano con espressione assente (nella fattispecie io e il drogato), anzi quasi li aveva presi in simpatia, per così dire, ma non è questo il punto. Insomma un bel giorno o una bella settimana c'era il cesso per qualche strana ragione otturato, ma siccome che il tedesco era via e solitamente le faccende casalinghe più sofisticate erano appannaggio suo, io e il drogato pensammo bene di restare in attesa del suo ritorno, che con tutta probabilità sarebbe avvenuto nel mese in corso. L'inquilina femmina però sembrava essere di altro avviso, e quando ci disse, in modo molto garbato, "il cesso è otturato", forse non le parve di scorgere nelle nostre espressioni la determinazione necessaria a risolvere il problema. Lei con grande buona volontà si adoperò quindi per venire a capo della questione, tra l'approvazione mia e del drogato. Quando infine scoprì l'inghippo, venne subito a dircelo, sperando forse di stimolare un nostro repentino intervento. Si trattava del deodorante della tazza, che non so come si chiami, che era caduto dentro il buco e otturava tutto. Io e il compare, dopo aver detto rispettivamente "uh" e "oh", ci complimentammo per la tenacia da lei dimostrata, ma fummo subito concordi nel rimandare a data da destinarsi la definitiva risoluzione del problema. Lei invece non ne volle sapere, era proprio indemoniata, e subito escogitò uno stratagemma per estrarre il corpo estraneo dallo scarico del cesso. Modificò ingegnosamente una stampella di quelle degli armadi a mo' di "mezzo marinaio", e con esso riuscì ad agganciare quasi subito il caccoso deodorante. A quel punto ci chiamò, aveva bisogno d'aiuto, e ci rendemmo subito conto che non potevamo più sottrarci ai nostri obblighi. Arrivammo in due con un sacchetto dell'immondizia, destinato per l'occasione allo stoccaggio del maleodorante rifiuto. Il drogato teneva aperto il sacchetto e la signorina doveva farci cadere dentro il deodorante, mentre io con estrema sapienza dirigevo i lavori. A quel punto però accadde qualcosa di incredibile. proprio nell'istante in cui il deodorante stava finendo nel sacchetto, un fremito colse la signorina, che ebbe una specie di sussulto. Il deodorante pieno di cacca colpì quindi il bordo del sacchetto, si sganciò dal mezzo marinaio, per esibirsi infine in una bellissima piroletta a mezz'aria, che però nella rotazione causò lo sganciamento di alcuni frammenti di merda che ironia della sorte andarono a colpire proprio la camicetta della signorina, che di lì a un quarto d'ora sarebbe dovuta uscire per tornare al lavoro in oreficeria. Inutile dire che lei andò nel panico più totale, cominciò a fare "pi-pi-pi" "ti-ti-ti" "zing zing zeng sdling sdleng" più mille altri rumori di ingranaggi che si rompono e molle che saltano. Io e il drogato però, vergognosamente, dovemmo all'istante rifugiarci nella cameretta di quest'ultimo dove, chiusa la porta con sedici giri di chiave, fummo colti da tre giorni ininterrotti di riso irrefrenabile e lui quasi ci morì.
Ecco Silvana, questo è l'episodio che ti volevo raccontare. Sappi che comunque la signorina, dopo essersi ripresa dallo scioc, riuscì in un battibaleno a lavare la camicetta, e andò al lavoro senza grossi problemi, quindi si può proprio dire che vissero felici e contenti.
Tuo
Ciarli"
Vorrei riportare l'esperienza raccontatami da una mia carissima amica. Un'esperienza molto brutta per cui prova vergogna..(per questo non riporterò il suo nome).
Uganda (nome di fantasia) si trova al lavoro. E' chiusa in una piccola stanzetta e sente strani movimenti intestinali. Per evitare di inficiare l'aere, si precipita verso il bagno, pensando si tratti di un problema gassoso. Si tira giù le mutande, con l'intenzione di dare libero sfogo ad un sonoro pruuuat. E' molto attenta a non farsi scoprire: il bagno non si chiude a chiave (tiene la porta chiusa col piede) ed in più è ubicato di fronte alla sala mensa (minuscola) dove un losco tizio sta guardando la tv. Uganda spera tanto di non farsi sentire e tira lo sciacquone. Missione compiuta? No...subito dopo aver tirato lo sciacquone, parte un inaspettato peto solido, o quasi. E' un prooat che esce violento come una scheggia, portando con sé detriti marroni che si vanno a stampare sulla tavola del WC. Uganda è mortificata....prende la carta igienica per pulire, ma è rimasto solo un velo sottile. Senza scendere troppo nei dettagli, sappiate che la protagonista di questa storia è andata poi in cerca di altra carta per pulire la sua malefatta, ma anche il suo culo.